La scena queer della New York anni Ottanta rivive in un progetto artistico tra teatro, arte visiva e narrazione che restituisce voce a luoghi e storie dimenticate.

Attraverso un archivio di materiali in gran parte inediti, il regista e scenografo Fabio Cherstich ricostruisce le esistenze di tre artisti underground – Patrick Angus, Larry Stanton e Darrel Ellis – uomini che hanno trovato nell’arte uno spazio di espressione e resistenza, ma che sono stati travolti dall’epidemia di AIDS e dall’invisibilità sociale.

Un atto di riscoperta e testimonianza che intreccia documenti d’epoca, interviste, immagini e materiali audiovisivi in una riflessione sulla memoria collettiva, sulla relazione tra arte e identità, sul diritto alla visibilità e alla rappresentazione, sulle disuguaglianze sociali e sessuali.